28/04/2006

Anche i pornoattori vengono scaricati

E' successo e per Francesco è stato un colpo, mentre per me è stato come vedere un film il cui trailer mostra come finirà. Anna ha lasciato Francesco, ha lasciato l'attico al centro di Praga che lui le ha intestato, ha portato con se i vestiti, le foto, gli oggetti, qualunque cosa abbia a che fare con la sua presenza, poi l'ha chiamato per dirgli che è finita.
Questo è successo un paio di giorni fa, oggi Francesco mi ha chiamato, scherzando sul fatto che ieri doveva giare una scena con una ragazza e non gli si alzava. "Stai perdendo colpi" ho detto io.
E lui: "Eh... si... succede ogni tanto, cioè mai... però succede".
Gli ho chiesto se tutto andava bene e lui ha vomitato tutto: il dolore, Anna, "cazzo per telefono, ma ti rendi conto, per telefono quella stronza me l'ha detto, mentre io sto qua in Italia e lei è a Praga Cristo, ed io manco posso raggiungerla". Mi ha ricordato una storia molto simile accaduta questa estate, che vedeva come protagonista me al posto di Francesco.
Come ho già detto, questa cosa io già la sapevo. Ho incontrato Anna a inizio mese e lei mi ha detto che lo voleva lasciare, che c'era qualcosa di strano tra loro, che lei non era più gelosa come una volta, non lo desiderava più come una volta e che si sentiva - in qualche modo - tarpata da lui. Quel pomerigio, seduti in un bar di Mustak, a bere birra, le ho chiesto di smetterla di parlarmi di quella faccenda: "Mi metti in una pessima situazione, Francesco è un mio amico... non saprei come comportarmi".
Lei ha detto di si e si è scusata ed io mi sono sentito un verme, perchè lei voleva parlare, buttare fuori tutto quello che provava ed io ho alzato una barriera invalicabile.
"Ho fatto tutto per lei" ha detto Francesco, sembrava ringhiare nel telefono. "Soldi, appartamento, l'ho spinta a ripredere gli studi". Il problema è appunto questo, a quanto mi ha detto Anna: si sentiva come la moglie di un riccone pronto ad esaudire ogni suo desiderio. Se voleva qualcosa non doveva muovere un dito, le bastava accennarlo a Francesco e lui provvedeva. Il fatto è che Anna è una di quelle poche ragazze con le palle, e situazioni del genere non le stanno bene.
"Ma non lo trova uno come me!" ha urlato ad un certo punto Francesco. "Uno così coglione e con una minchia così tra le gambe, vedrà come mi rimpiangerà..."
"Francè" ho fatto io, manco fossi un fratello maggiore, quando tra i due è lui a passarmi di più di dieci anni. "La minchia così tra le gambe centra poco e niente... e per il fatto che sei un coglione, bè per questo forse davvero non ti dimentica".
"Te l'assicuro" ha detto lui. "Neanche per il cazzo" ma il stuo tono era tornato scherzoso, o almeno fingeva di esserlo. "E' che... non lo so..."
Sono durati poco più di un anno e mezzo e sono finiti così come finiscono certi alimenti, perchè avevano una scadenza, o perchè sono marciti prima. Come ho detto, è una storia vecchia, che conosco molto bene. "So che significa" parole molto poco profonde, ma non sapevo cos'altro dirgli. Per fortuna, però, si è accontentato.

Rimaniamo sul vago

Mi sveglio tutti i giorni assonnato, come se non dormissi mai a sufficienza o, comunque, molto meno del solito.
L'aria primaverile porta l'allergia; la televisione parla di vari grandi fratelli, di vincitori, vinti, vittorie morali. Il tubo catodico ci mette poco a stancarmi, specie nei giorni in cui sono privo di senso dell'umorismo. Una voce mai sentita interrompe una delle mie notti che procede come al solito; fa piacere.
Questo giorni sono strani, hanno la stessa dolcezza della grappa di rosa, ma sono apri come limoni verdi, quelli buoni per fare il limoncello [tanto per rimanere in tema alcolico]. Devo strapparmi via frammenti di cervello.
La felicità sembra davvero vicina, ma non riesco ad afferrarla; ho paura che sia solo un miraggio.

26/04/2006

Mumble mumble mode: ON

Sto scrivendo ed è dura. Un romanzo bislacco, forse un raccolta ri racconti che si intersecano tra loro in modo unitario. Una cosa ambiziosa, seppur breve; una cosa che non so se riuscirò a terminare [come il più delle volte capita].
Per il resto: stanchezza. Sto selezionando (in via provvisoria) alcune attrici, ho trovato la mia protagonista e per il resto... bà, un po' di malinconia... mi sento come frenato, ho voglia di esplodere e non ci riesco. Mi pare che ci sia un po' ovunque barriere che mi fermano.
Sempre le solite cose, sempre i soliti amici, sempre le solite situazioni, solo il lavoro cambia e si evolve [proprio per questo mi sta facendo accanire tanto]. Ho bisogno di radere tutto al suolo. Ora finalmente ho la forza per farlo!!!